e prime notizie della chiesa risalgono al 1025, quando è annotata tra i possedimenti dei monaci Camaldolesi di San Silvestro sul monte Subasio. Alla metà del secolo XIII, invece, la chiesa risulta dipendente dal vescovo di Spoleto, il quale, nel 1253, la concede ai frati di San Francesco, unitamente alle case, l’orto ed i terreni attigui. E’ probabile che in questo stesso anno venissero avviati anche i lavori di costruzione del convento.
Nel 1254 Innocenzo IV, su richiesta del suo segretario Menco da Spello, vescovo di Sutri, conferma la cessione ai frati. Nel 1256 anche Alessandro IV conferma la donazione e, l’anno successivo, concede un’indulgenza di cento giorni ai devoti visitatori della chiesa, nel giorno della festa dei Santi Francesco, Chiara e Antonio.
Nel 1258 lo stesso pontefice, viste le condizioni di povertà dei frati che stavano ampliando la chiesa primitiva, concede un’altra indulgenza di cento giorni, per dieci anni, a coloro che concorrevano alle spese per questi lavori di rifacimento.
Un peso determinante per la fondazione e il primo sviluppo di una sede regolare e stabile per i frati Minori a Spello fu certamente assunto dal suddetto beato Andrea Caccioli (1194-1254): egli, infatti, fu il primo guardiano del convento di Spello e, un secolo dopo la sua morte, nel 1360, fu proclamato compatrono della città, benché il culto di cui fu subito oggetto sia stato ufficialmente riconosciuto dalla Curia Romana soltanto nel 1738.
Nuovi lavori di trasformazione, sia della chiesa che dell’annesso convento, vennero eseguiti nel secolo XVI, nel secolo XVII ed, ancora, negli anni Dieci-Venti del sec. XX.
Il convento fu soppresso, una prima volta, in età napoleonica (1810) e, in seguito, con le note leggi eversive dello Stato Italiano (1860 e 1866), quando divenne orfanotrofio femminile; in queste occasioni venne incamerato dal Comune di Spello il patrimonio librario ed archivistico dei frati, che continuarono a reggere la chiesa e la parrocchia anche quando fu loro concesso il solo piano terra del complesso conventuale (1896). Dal 1982 la comunità francescana è impegnata in lavori di consolidamento, restauro e rivitalizzazione dell’antico convento.
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| Spello: chiesa di Sant’Andrea, particolare del portale) |
La facciata non rivela le origini storiche della chiesa, e nelle diverse fasi di ammodernamento ha perso le sue caratteristiche: romanica rimane la decorazione marmorea del portale con il suo arco cinto da una sopraffascia e da tre modanature impreziosite da uno stiacciato a treccia viminea.
L’interno, a croce latina, è ad una sola navata con copertura a crociera; solo la prima campata è coperta a botte.
Nel 1913 Benvenuto Crispoldi e Giovanni Tucci, su incarico dei frati, curarono il restauro e la decorazione della chiesa, in particolare le figure dei Santi nell’abside e tutti gli ornamenti del soffitto. Le ridipinture furono eseguite seguendo uno stile goticheggiante.
In seguito alla celebrazione per l’VIII Centenario della nascita del beato Andrea Caccioli di Spello, la chiesa ed il convento sono stati oggetto di approfonditi studi dai quali sono emerse importanti novità sotto il profilo storico e storico-artistico.
Ci si riferisce in primo luogo a due affreschi trecenteschi scoperti sulla testata sinistra del transetto. Si tratta di una “ Madonna con il Bambino in trono, due angeli, Sant’Antonio abate, San Giacomo pellegrino e due committenti”, la cui paternità è attribuita al Maestro di Santa Giuliana.
L’altro affresco, di qualità superiore, raffigura la “Madonna con il Bambino, due angeli e il committente”; l’opera è associata ad una tavoletta firmata da Cola Petruccioli, oggi presso la “Collezione Cini”.
Altra novità è costituita dalla “ Cappella del Battistero” (a sinistra, subito dopo l’ingresso), la quale, stando agli ultimi studi condotti dal Fratini, sarebbe stata fatta affrescare dai Baglioni a Spello, ancor prima dell’intervento del Pinturicchio nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Fratini collega strettamente l’opera a Grifonetto Baglioni (un’iscrizione sulla fascia mediana del catino riporta la notizia che fu Federico di Grifone alias Grifonetto a commissionare l’opera) facendola eseguire precedentemente al 1500, anno della sua morte, da maestranze della scuola folignate presenti a Spello; inoltre, sempre nella cappella, in particolare sull’intradosso della finestrella a sinistra, è presente lo stemma della famiglia perugina, ed emblemi del grifo perugino sono visibili sulle pareti interne dell’arcione trasversale d’accesso alla cappella.
All’interno sono le seguenti opere artistiche:
Parete d’ingresso (destra):
Edicola in marmo (sec. XVI).
Statua lignea raffigurante San Francesco.
Parete destra :
Affresco di Tommaso Corbo: “ Madonna col Bambino e i Santi Anna, Rocco e Nicola” (1532).
Affresco attribuito a Dono Doni: “ San Gioacchino incontra Sant’Anna” (1565). Nella lunetta: “ Immacolata Concezione”.
Nicchia: affresco giacente sulla parete antica della chiesa, pittore spoletino: “ Madonna col Bambino” (prima metà sec. XIV).
Transetto destro :
Tempera su tavola del Pinturicchio con aiuto di Eusebio da San Giorgio e Giovanni di Francesco Ciambella: “ Madonna con Bambino, San Lorenzo, San Francesco, San Ludovico, Sant’Andrea Apostolo e Giovannino” (1507-1508). Ai lati della pala: armadi-reliquiari in legno dorato (fine sec. XVII).
Cappella di Sant’Antonio da Padova : pala in legno intagliato e policromo: “ Estasi di Sant’Antonio” (sec. XVII). Sotto: tela di seguace di Giovanbattista Pacetti: “ Beato francescano” (datato 1662).
Abside:
Coro ligneo intagliato (sec. XVII).
Vetrata: “ Madonna con Bambino e Santi” (inizi sec. XX).
Nei riquadri absidali: affreschi di Benvenuto Crispoldi: “ I dodici Apostoli” (1913).
Tempera su tavola di Maestro umbro-giottesco: “ Crocifisso” (fine sec. XIII inizi sec. XIV).
Transetto sinistro :
Cappella di San Francesco : statua lignea policroma: “ San Francesco” (sec. XVII).
Altare del Beato Andrea Caccioli: urna con reliquia del corpo (sec. XVII). Sopra: olio su tela di Cesare Sermei: “ Miracolo del Beato Andrea Caccioli in Reggio Emilia” (1610). Sulla cimasa: olio su tela: “ Beata Veronica Giuliani” (sec. XVII).
Affreschi staccati:
a) Pittore perugino - Maestro di Santa Giuliana (?) - : “ Madonna con il Bambino in trono, due angeli, Sant’Antonio abate, San Giacomo pellegrino, due committenti” (sec. XIV).
b) Pittore orvietano - cerchia di Cola Petruccioli -: “ Madonna con Bambino, due angeli, committente” (sec. XIV).
Parete sinistra:
Pulpito ligneo (sec. XVI). Tempera su tavola di Benvenuto Crispoldi: “ Quattro Evangelisti” (1913).
Cappella del Sacramento : tabernacolo di S. Binelli di Serravezza (1911). Lunette: tele ad olio di Benvenuto Crispoldi: “ David riceve da Achimelech i pani sacri dell’offerta”; “Ultima Cena”; “La manna nel deserto”; (1911).
Cappella del Beato Andrea : affresco della bottega dei Mazzaforte: “ Sant’Agostino” (sec. XV).
Statua lignea policroma: “ Immacolata concezione” (fine sec. XVI).
Affresco di seguace di Ascensidonio Spacca detto “il Fantino” (di Bevagna): “ Madonna col Bambino e i Santi Caterina d’Alessandria e Lucia (fine sec. XVI).
Cappella del Battistero (o del Salvatore) : affreschi di scuola folignate (da sinistra a destra): “San Pietro e San Paolo”; “Ecce homo”; “Annunciazione”; “Trinità con i Santi Caterina, Francesco, Giovanni Battista, Andrea, Nicola”; “Madonna col Bambino, San Girolamo penitente”; sulla volta: “Agnello Mistico” (seconda metà sec. XV).
Parete d’ingresso :
Edicola in marmo della bottega di Rocco da Vicenza ( inizi sec. XVI).
Controfacciata :
Cantoria e cassa organaria (sec. XVIII).
Il convento è ingentilito dalle seguenti opere artistiche:
Porta d’ingresso : affresco attribuito a Carlo Lamparelli: “Immacolata Concezione e quattro angeli” (fine sec. XVII).
Refettorio : affreschi: “Stimmate di San Francesco”; “Ultima cena”; “Moltiplicazione dei pani”; “Cena di San Francesco e Santa Chiara”; “San Francesco cibato dagli angeli” (fine sec. XVI inizi sec. XVII).
Tela attribuita a Sebastiano Conca: “Santa Orsola” (sec. XVIII).
Olio su tela di scuola bolognese: “Cristo morto” (sec. XVII).
Olio su tela di manierista perugino: “Cristo morto” ( fine sec. XVI).
Olio su tela: “Cristo portacroce” (sec. XVII).
Tela attribuita a Carlo Lamparelli: “Ritratto di prelato” (fine sec. XVII).
Paolo Rossi
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